Sono innamorata di un albero.
Non conosco nemmeno il suo nome, non so la sua età. So che vive di fronte a casa mia, davanti alla mia finestra, da molto prima che io venissi ad abitare in questo strano pianeta. Presumo dunque che sia un po' più grande di me, non solo di statura.
Io lo amo praticamente dal primo momento. Lui non dice mai niente, forse è timido, ma credo che anche lui mi abbia notata, perchè sembra un tipo sveglio.
Lui è bellissimo in ogni stagione e condizione meteorologica: vestito, svestito, con gli uccellini, con gli scoiattoli, nella pioggia, nel sole. Il massimo è quando si copre di neve: il mantello tutto bianco e lui così nero. Così netto, così forte, essenziale.
Lui ha braccia larghe, sempre aperte, come ad acchiappare il cielo. Io mi metto alla finestra e m'incanto a guardare i suoi rami intricati, il suo tronco sinuoso. In autunno ci passo le ore, distesa sul divano: le vedo anche da lì le sue foglie, colorate e leggere, vibrare, volteggiare e cadere.
Quando soffia il vento, io prendo coraggio e mi avvicino. Tendo l'orecchio ed allora mi sembra che parli, che esponga teorie molto semplici e sagge, che racconti storie avvincenti e dolcissime, che sussurri parole d'amore. Alle volte mi sembra che canti. La sua voce scioglie i nodi della mente e del cuore. E così quasi sempre succede che, ascoltando, mi ritrovo a sorridere.
Ora, il fatto preoccupante è che quest'amore mi ha cambiata. Già, perchè io per quest'albero sto mettendo radici. Al solo pensiero di cambiare casa, di lasciare questo posto, di perderlo di vista, di vivere senza di lui, io rabbrividisco.
Forse sbaglio, lo so: amare non dovrebbe voler dire dipendere, nè perdere il senno. Ieri però ho fatto una follia: mi sono dichiarata al mio albero. Ho preso una scatola di baci perugina e l'ho deposta ai suoi piedi, con il cuore che batteva forte forte. Mi vergognavo un pochino: non sapevo se gli piaceva il cioccolato.
Sono stata in silenzio, in attesa, non so quanto tempo, poi mi è parso di sentire un rumore, ho alzato lo sguardo.
Forse è stato in quell'attimo: lui ha messo una gemma. Sarà la primavera che arriva. Sarà che anche lui mi ama.